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Da abbandonata a elettrica: la sfida per una barca tutta green

La Peter Pan di Antonio Fusi è totalmente elettrica, alimentata con sistemi fotovoltaici ed eolici: «l’abbiamo recuperata da zero in chiave ecologica»

«Ho deciso tre anni fa, quando ero in Croazia con la mia compagna. Il mare era bellissimo e nuotare favoloso, ma mi sono detto: possibile che non ce lo si riesca a godere senza la puzza di gasolio, il fumo, l’inquinamento delle barche?». È così che Antonio Fusi, lecchese di origine ma residente a Lazzate, racconta come ha deciso di provare la sua grande avventura: costruire una barca green, capace di sfruttare le energie rinnovabili e pulite al posto del tradizionale motore e di permettere così ai naviganti di assaporare la bellezza dell’acqua senza pagare lo scotto dell’inquinamento a tutti i costi. Un’avventura durata due anni e che l’ha portato, passo dopo passo, a rimettere a nuovo una vecchissima e sgangherata bagnarola, all’insegna dell’innovazione: la sua Peter Pan, infatti, è totalmente elettrica, alimentata da un sistema misto di fotovoltaico ed eolico.

Nuova vita alla bagnarola 

«Già da qualche tempo stavamo pensando ad avvicinarci al mondo delle barche – racconta Fusi, perito delle telecomunicazioni con una passione amatoriale per il “suo” lago, il Lario lecchese -, ma ci piaceva l’idea di farlo con un occhio all’ecologia. Volevamo un’imbarcazione il più possibile indipendente dalle fonti energetiche fossili, ma le barche elettriche erano troppo costose per le nostre tasche. Così abbiamo optato per la vela».

Cerca e ricerca, alla fine nel 2016 trovano una barca da sistemare da zero: una vera e propria “bagnarola” semi-affondata, con lo scafo danneggiato e la struttura fuori uso: «era davvero messa malissimo – ammette Fusi – ma abbiamo deciso di raccogliere la sfida e provare a darle nuova vita». Una sfida faticosa, che spesso ha rischiato di naufragare per via della stanchezza e dello scoramento: per due anni, infatti, la coppia ha lavorato alla nuova barca in ogni momento libero, weekend e ferie compresi, facendo le riparazioni e rifinendo ogni dettaglio a regola d’arte. Con un surplus di impegno, perché gli impianti erano tutti da creare ex novo: «ho costruito un sistema integrato di pannelli fotovoltaici e turbine eoliche per fornire alla Peter Pan tutta l’energia che può servirle per gli impianti interni.

Ora la barca è totalmente elettrica e automatizzata con sistemi di domotica». La barca è stata rimessa in acqua nel giugno del 2018, pronta alla navigazione: oggi è ormeggiata presso la Società Canottieri di Lecco, che ha fornito tutto il supporto necessario in questo percorso autonomo verso la barca elettrica, e Antonio Fusi la usa per gite sul lago e uscite fuori porta all’insegna dell’ecologia. Non solo: con la sua Peter Pan, Fusi ha anche partecipato al Festival dell’Ambiente di Lecco e all’Abbraccio del Lago, per dimostrare che non solo l’elettrico sul lago è possibile, ma che questo tipo di recuperi in chiave ecologica potrebbe essere la risposta al problema delle barche abbandonate. «Recuperare una barca in cantiere nautico ha un costo non indifferente – spiega Fusi – ed è per questo che molte imbarcazioni vecchie vengono lasciate ormeggiate alle boe per anni, praticamente abbandonate: costa meno che smaltirle, ma una barca senza manutenzione e rinnovamento inquina il lago. Eppure basta girare lungo le coste del Lario per vederne tantissime». Ora il progetto di Fusi è andare oltre: vendere la Peter Pan per provare a creare una nuova barca green, interamente fotovoltaica.

Pubblicato su infoSOStenibile (ottobre 2019)