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Cammini e sentieri da vivere zaino in spalla

Alla scoperta del Vecchio Continente lungo le antiche vie di commercio e pellegrinaggio, per ritrovarne l’anima lenta (e sconosciuta)

Bisogna cercare tra le antiche storie, forse, per trovare il tempo in cui l’Europa era ancora un continente popolato da mostri e suggestioni, santi e briganti, re e rivolte. Oppure basta semplicemente mettersi in spalla uno zaino e partire alla (ri)scoperta del Vecchio Continente lungo i percorsi e i sentieri che per secoli ne hanno tracciato la geografia: sempre più persone, infatti, si approcciano al viaggio in modalità “slow”, alla ricerca di un’Europa remota e silente da scoprire rigorosamente “on the road”, tra natura selvaggia e testimonianze di un passato antico.

Sulle vie dei santi…

La più famosa delle tratte europee è probabilmente il Cammino di Santiago di Compostela, che i pellegrini del Medioevo percorrevano attraversando Francia e Spagna per raggiungere infine il santuario di Santiago e la tomba dell’apostolo Giacomo il Maggiore.

Lunghe all’incirca 800 chilometri, le strade che compongono il Cammino di Santiago sono oggi le vie più battute da viandanti e pellegrini contemporanei: si stima che ogni anno siano percorse da oltre 30 mila persone. Il tratto più conosciuto è noto come “Cammino di Santiago Francese”, prende il via dai Pirenei Francesi ed è suddiviso in circa 30 o 40 tappe a seconda del grado di allenamento.

La variante del Cammino di Santiago è il Cammino Portoghese, che con circa 630 chilometri lungo la costa atlantica collega Lisbona a Santiago.

Un altro fascio di vie fondamentale per i pellegrini del passato e ripreso da quelli del presente è la cosiddetta Via Francigena (o via Romea), che collegava Canterbury con i due grandi poli della cristianità: la città di Roma e la Terra Santa. Oggi la via Francigena è un articolato sistema di vie e strade che permette non solo di godere della bellezza incontaminata dell’entroterra europeo e italiano, ma che sta anche aiutando a rilanciare l’economia locale di ampie porzioni di territorio.

Ma non solo a sud si dirigevano i pellegrini: per chi ama i paesaggi fiabeschi del nord Europa, è stato recuperato il Sentiero di San Olav (The Gudbrandsdalen Path), che attraversa Norvegia, Svezia e Danimarca e arriva fino a Trondheim, dove sono sepolte le spoglie di Olav il Santo. Oggi il sentiero – che può essere percorso solo in estate – si snoda per 640 chilometri ed è suddiviso in 32 tappe.

…o su quelle di pastori e giramondo

Accanto ai percorsi religiosi, però, l’Europa è stata segnata nel corso dei secoli anche da tracciati commerciali, vie per la transumanza, tragitti di esplorazione senza fini spirituali. È il caso, ad esempio, della Via Dinarica, che collega tutti i Balcani dalla Slovenia alla Macedonia in un impegnativo sentiero di circa 2 mila chilometri: tracciata lungo una rete di vecchi sentieri di transumanza e vecchie rotte commerciali, è l’ideale per scoprire un angolo di Europa che ancora appartiene un po’ al mito.

Ma è anche il caso della “Cretan Way”, o “I Strata tis Kritis”, il sentiero di 500 chilometri sull’isola di Creta: nata dalle tracce dell’E4 – così era chiamato dall’associazione dei Ramblers europei il sentiero di oltre 10 mila chilometri che attraversa tutta l’Europa dalla Spagna a Cipro – la via cretese è stata recuperata proprio da un italiano, Luca Giannotti della Compagnia dei Cammini, che nel 2010 ha deciso di ripristinare l’antico itinerario chiamando a raccolta volontari da tutto il mondo per la definizione dei sentieri, la segnaletica e le tracce GPS. Oggi la via nell’isola dove secondo la leggenda nacque Zeus è percorribile in 30 tappe circa.

Altri esempi di vie europee sono il sentiero GR20 in Corsica (uno dei più difficili), il West Highlands Way Hike in Scozia oppure il Sentiero Escursionistico Laugavegur nell’evocativo paesaggio islandese.

Pubblicato su infoSOStenibile, num. 84 luglio-agosto 2019