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Premio Nobel per la pace a Mukwege e Murad, da anni contro gli stupri di guerra

Denis Mukwege e Nadia Murad. Nomi che forse prima di oggi erano sconosciuti a molti, ma che meriterebbero di essere gridati davanti a un mondo troppo spesso indifferente verso il problema che loro, coraggiosamente, da anni stanno cercando di combattere in prima persona: quello dell’uso degli stupri come arma di guerra. Medico congolese lui e attivista yazida irachena lei, il 5 ottobre 2018 sono stati insigniti del premio Nobel per la Pace da parte del Norwegian Institute di Olso: un segnale importante, questo, perché accende mondiali i riflettori sulla pratica – ancora troppo diffusa, ancora troppo spesso silenziata – dell’utilizzo del corpo delle donne come campo di battaglia, come trofeo di guerra. In sostanza, come oggetti prima che vittime, come proprietà prima che individui.

Il riconoscimento è stato assegnato a Mukwege e Murad in nome dei “loro sforzi per mettere fine all’uso della violenza sessuale come arma in guerre e conflitti armati”: Mukwege da anni si prende infatti cura delle donne vittime di stupro nella repubblica Democratica del Congo, mentre Nadia Murad ha vissuto sulla sua pelle la schiavitù in mano all’Isis, dopo che i miliziani del Califfato avevano sterminato il suo villaggio e preso le donne come schiave sessuali.

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