Comunicazione

Collaborazioni ideali e come trovarle

Qualche giorno fa un’amica mi ha chiesto come facessi a trovare nuove collaborazioni (cito) “esattamente nel campo che vuoi!”. Ammetto che la domanda mi ha colto alla sprovvista. Non sono freelance da molto tempo e prima ero abituata ad avere la pappa pronta: qualcuno cioè che mi dicesse cosa fare e mi fornisse la scadenze. Non mi ero mai posta il problema di cercare clienti o di propormi per nuove collaborazioni.

Inutile dire che con il passaggio da “dipendente” (ehm, co.co.co, precaria, prestazione occasionale, eccetera) a “libera professionista” le cose sono cambiate.

Sarà che è agosto e le mie ferie arriveranno (forse) a metà ottobre, sarà che l’afa cocente di Milano in questi giorni concilia la riflessione… Fatto sta che ho approfittato della domanda per fare un piccolo bilancio. Clienti e collaborazioni: sono stata fortunata, oppure qualche merito me lo posso prendere? Ci ho riflettuto un po’. Non vuole essere una risposta esaustiva o generale: riguarda la mia esperienza e ciò che, per me, è stato utile e positivo.

Cercare nuove collaborazioni: una faticaccia

Quando ho iniziato a lavorare come copywriter, ho scoperto che il mondo ha una smodata necessità di copywriter bravi e una gran voglia di pagarli una miseria. Lì per lì mi sono demotivata: ma come, mi dicevo, un articolo pagato 0,01 € a parola?! Possibile? Eh sì, possibile.

Però diciamo la verità: “loro” possono pure proporre cifre ridicole, ma tu puoi accettare o rifiutare.

Sfatiamo un mito: non va bene tutto purché si faccia esperienza. Dire di no a proposte oggettivamente svilenti non vi renderà più capricciosi, choosy o viziati. Magari vi renderà solo un po’ più consapevoli del valore del vostro tempo e del vostro lavoro.

Il che significa che dopo il primo momento di scoramento (o dopo i primi mesi o settimane di tentativi in realtà simili, che magari sono penose a livello economico ma se non altro allenano a scrivere velocissimamente) è il caso di tirare i remi in barca e iniziare a porsi la domanda fatidica: io che cosa voglio? Parafrasando: di cosa mi piacerebbe occuparmi, con quali realtà vorrei lavorare?

Scrivere meno, ma meglio

Ecco, per me è stato fondamentale ammettere che mi piace sì scrivere in generale, ma non sono brava a scrivere di ogni cosa. Sono convinta che la scrittura sia in primo luogo una questione di cuore, e allora è dal cuore che si deve partire per cercare le proprie collaborazioni ideali.

Io sono una cittadina con un animo campagnolo. Sono un curioso mix ideale tra Bruce Chatwin e Nonna Papera: le mie passioni fluttuano tutte tra la natura, i viaggi, l’ambiente, il cibo, la sostenibilità e i vari “come una volta”. Ed è nell’ambito di queste passioni che mi sono mossa per cercare collaborazioni.

Non vorrei banalizzare troppo la faccenda, però questo secondo me è il primissimo passaggio da compiere. Domandarsi cioè quali sono quei temi e quegli ambiti entro cui possiamo dare il massimo con la nostra scrittura.

Checché se ne dica, scrivere attinge a falde molto intime e prende il suo nutrimento dai propri interessi e dalle proprie passioni. Per quanto si possa imparare a scrivere di ogni cosa, sono convinta che la vera rivoluzione della nostra professionalità risieda nello scrivere meno, ma meglio. Affrontare meno temi, ma affrontarli bene.

Collaborazioni ideali, alcuni consigli…

Per tornare quindi alla domanda della mia amica, direi allora che riesco a trovare sempre collaborazioni interessanti perché ho scelto di sacrificare la quantità sull’altare della qualità (per me, e quindi anche per il committente). E con ideale, intendo un giusto mix tra aspetto economico, aspetto etico e condivisione di interessi.

Come fare? Ho pensato ad alcuni piccoli e banali consigli, che spero possano aiutare.

  • Focalizzare i propri campi di interesse. Come dicevo prima, credo sia importante capire di cosa “ci piace” scrivere. Nei temi che ci piacciono metteremo più entusiasmo e questo si riverserà nella qualità del lavoro finale. E inoltre sarà più facile specializzarci, trovare collaborazioni di nicchia. Noi soddisfatti, clienti soddisfatti.
  • E poi studiare e approfondire. Scrivere di ciò che “ci piace” non dovrebbe mai essere una scusa per sottovalutare lo studio. Scegliamo alcuni ambiti e poi approfondiamoli: impariamone i meccanismi, la terminologia specifica, i trend social.
  • Bando alla timidezza. Proponetevi, proponetevi, proponetevi! Senza paura. Senza vergogna. Cercate le aziende e le realtà che operano nel vostro settore di interesse, scrivete, presentatevi. Spiegate come mai le avete contattate e che cosa avete da offrire, senza timore di sembrare sfacciati. Dopotutto siete imprenditori di voi stessi, mica state chiedendo la carità (questo deve emergere nella vostra mail di presentazione, eh!).
  • Bando anche ai tuttologi. Credo sia sempre meglio proporsi per poche cose, ma fatte bene. Focalizzatevi su ciò che sapete fare veramente bene e proponetevi per fare quello: è lì che si concentra la vostra professionalità. Vi faccio un esempio: io mi propongo soprattutto per la creazione di contenuti e articoli per blog aziendali. se nelle mail di presentazione mi proponessi anche per mille altre cose, beh, non sembrerei multitasking, ma solo confusa.
  • Non abbiate timore di stabilire voi il prezzo che vi sembra giusto. Non pensate solo a “prendere il lavoro”. Pensate al tempo che ci mettete in media per scrivere un articolo, fate due conti sulle tasse che dovrete pagare su quella cifra e valutate cosa vi conviene davvero.