Comunicazione

Lavorare da casa: alcuni consigli pratici

Quando andavo tutti i giorni in ufficio, il pensiero di lavorare da casa mi attraeva e insieme spaventava. Vuoi mettere – mi dicevo – la libertà? La comodità? Poi prendeva la parola il mio demonietto interiore: “Ma tu sei pigra. Lavorare da casa sarà la tua rovina”. Sempre simpatico, lui. Però aveva una parte di ragione.

Già, perché lavorare da casa può essere una cosa bellissima oppure un grande limite. Dipende da come ci si organizza, da come ci si pone rispetto alla cosa e da quanto si riesce a diventare i capi di se stesse. Più facile a dirsi che a farsi.

Pro e contro del lavorare da casa

Lavoro da remoto, telelavoro, smart working, freelance: chiamatelo come vi pare, la sostanza non cambia. Se state leggendo questo post probabilmente è perché volete applicare questo metodo di lavoro, oppure già lo fate e cercate disperatamente dei consigli per non essere risucchiati nelle infide paludi dell’indolenza domestica.

State tranquilli: quelle paludi sono affollate.

Questo capita perché molti si avvicinano all’idea del lavorare da casa ben consapevoli dei suoi lati positivi ma del tutto ignari di quelli negativi. “Figurati, IO lo farò rendere”, si dicono. “A ME non capiterà di fare fatica”. Eh sì, come no.

Quindi per iniziare vediamo insieme i pro e i contro dello smart working (dirlo in inglese fa più scena, vero?).

  • PRO. Lavorare da casa è innegabilmente comodo. La flessibilità garantita dal lavorare da casa sono impagabili: si è liberi di organizzare le proprie giornate come si preferisce, di alzarsi all’ora che si vuole e di lavorare di notte se si è più ispirati. Si è padroni del proprio tempo e ci si sente liberi. Non a caso, in molti paesi esteri il lavoro da remoto è apprezzato proprio perché permette a ciascuno di concentrare la produttività nei momenti in cui rende di più. Io, ad esempio, rendo pochissimo al mattino presto e vado invece in quarta la sera dopo cena.
  • CONTRO. Lavorare da casa significa che i confini tra lavoro, svago e impegni quotidiani si fa più labile e non è sempre facile delimitare bene il tempo e gli spazi destinati a ciascuna attività. Significa anche che si deve essere in grado di avere una visione di insieme del proprio lavoro: se devo consegnare un testo dopodomani, magari oggi posso dormire fino a mezzogiorno, ma so che domani dovrò lavorare con doppia lena. Mancando una rigida scansione oraria, sta alla singola persona stabilire le giuste tempistiche: viceversa ci si ritroverà tiratissimi all’ultimo minuto e il lavoro ne risentirà. Last but not least, in casa spesso non si vive da soli: è importante avere uno spazio o una stanza che sia totalmente dedicata al lavoro, e che questo sia riconosciuto anche dagli altri membri della famiglia.

Alcuni consigli pratici perché il lavoro da casa renda

Quindi per voi, lavoratori e lavoratrici che avete deciso di spostare la vostra attività dall’ufficio a casa, eccovi i miei (personalissimi) consigli per non perdersi nelle paludi di cui sopra.

  • Trovate il vostro spazio. C’è chi lavora bene sul divano e chi sul tavolo della cucina. Qualcuno preferisce una scrivania apposita e qualcun altro ha bisogno di una stanza privata. Ci sono persone che hanno bisogno di una finestra e altre che riescono a concentrarsi meglio guardando il muro. Non c’è uno spazio giusto o sbagliato in assoluto: c’è uno spazio giusto o sbagliato per voi. Trovarlo e mantenerlo vi aiuterà a scadenzare la vostra attività: quando vi siederete lì, vi sentirete “al lavoro”.
  • Niente distrazioni. Lo spazio di lavoro deve comunque essere uno spazio il più possibile privo di distrazioni esterne. E quindi, niente tavolo ingombro di stoviglie, niente computer in corridoio dove chiunque passi possa sentirsi libero di interrompervi, niente mucchio dei panni lì accanto a voi. Cose così. Altrimenti la vostra mente sarà costantemente chiamata da altre cose e alla fine vi sarà passata la giornata senza che abbiate fatto granché di produttivo. Molto meglio sistemare tutto prima e poi sedervi al lavoro: sarete più concentrati.
  • Datevi degli orari e cercate di rispettarli. E’ vero che uno dei vantaggi del lavorare da casa è la flessibilità, però è sempre buona cosa stabilire un minimo di programma delle vostre ore di lavoro. Fatelo tenendo conto dei vari impegni e della vostra resa, ma fatelo. E cercate di rispettare la suddivisione.
  • Lavorare in pigiama: no grazie. Quando si sceglie di lavorare da casa, il rischio sciatteria è dietro l’angolo. Che senso ha cambiarsi per sedersi alla scrivania? Un senso ce l’ha, ed è quello di farvi entrare nel mood lavoro. Mi spiego meglio: restare in pigiama fa sentire inconsciamente sempre un po’ in vacanza o in stato di relax. Svegliarsi, fare colazione, cambiarsi e sedersi al lavoro permette di entrare nel ruolo e aiuta a dare più valore al proprio tempo lavorativo. Inoltre, siete davvero sicuri che volete mostrarvi in pigiama alle Skypecall con i vostri clienti? Non ci fareste una gran figura…
  • Occhio al frigo. Ve lo dico, il frigo è il peggior nemico del lavoro da casa. Lo è per chi è goloso e anche per chi non lo è. “Ma sì, mi faccio uno spuntino” rischia di essere la vostra rovina quindi anche per i break datevi dei tempi: non più di uno al mattino e uno al pomeriggio.
  • Create una routine. Noi siamo in due a lavorare da casa (fortunatamente abbiamo due stanze diverse) e siamo riusciti a costruirci una piccola routine. Dopo colazione ciascuno si mette al lavoro: ci rivediamo verso le dieci e mezza per il caffè, che a volte prendiamo a casa e a volte al bar. Poi ci rimettiamo al lavoro fino all’ora di pranzo. Stesso discorso al pomeriggio. Questo ci permette di scadenzare le nostre giornate, esattamente come se fossimo in un ufficio.
  • Abituatevi a separare il lavoro dalla vita personale! Il brutto del lavorare da casa è che se i clienti lo capiscono rischiano di non avere più orari: se in un ufficio dopo le 19 difficilmente qualcuno chiamerà, se siete liberi professionisti e lavorate da casa preparatevi a un serrato assedio alla vostra privacy personale. Dovete essere voi a segnare il limite: dopo una certa ora, basta chiamate o mail di lavoro!
  • Dentro e fuori. Uno dei contro del lavorare da casa è il rischio misantropia. Una delle cose più belle del lavoro è la possibilità di confrontarsi e interagire con altre persone, e questa può essere una delle dinamiche più piacevoli in un ufficio. Se si lavora da casa, si rischia di stare molto da soli: tenetene conto! E magari fate in modo di organizzarvi: evitate le Skypecall e prendete piuttosto un caffè con clienti / committenti, oppure andate a volte a lavorare in un bar (che fa molto anglosassone), oppure valutate la possibilità di frequentare un co-working.