Comunicazione

Perché mi piace lavorare con le piccole aziende

Decidere di aprire partita Iva e mettermi in gioco come freelance è stata una bella sfida (ne ho parlato qui), ma lo ammetto: all’inizio ne ero pure un po’ terrorizzata! Come propormi? Cosa offrire? Come raggiungere i miei potenziali clienti? Poi un giorno, navigando nel web, ho trovato la frase più semplice del mondo, ma che in quel momento mi è stata di grande aiuto:

Non puoi piacere a tutti: scegli il tuo target.

La scoperta dell’acqua calda. Però mi ha costretta a chiedermi con chi mi sarebbe piaciuto lavorare, che non è poi una domanda così banale. La risposta mi è venuta spontanea: con le aziende piccole, piccolissime, neonate, microscopiche. Nelle quali i progetti e le idee non sono ancora state lanciate su per la china della gerarchizzazione aziendale e si può ancora assaporare quel gusto del “lavorare insieme” che per me è tanto importante.

Perché le piccole aziende?

Nelle piccole aziende il sogno d’impresa è ancora materiale in germoglio, sta crescendo, sta facendo fatica ma è anche carico di una forza incredibile. Non mi hanno mai attirato i grandi uffici marketing delle multinazionali, non ho mai accarezzato il sogno di lavorare in una realtà enorme e stratificata: in compenso, le storie di microimprenditoria e di cambio-vita mi hanno sempre affascinata.

Le ho sempre ammirate. C’è qualcosa di più potente di chi decide di costruire un sogno da zero?

Per me, proporsi per lavorare con le piccole aziende significa in primo luogo scendere dal piedistallo su cui spesso si sistema chi si occupa di “comunicazione”. Significa considerarsi allo stesso livello e mettere sul piatto la propria professionalità – ovvio – ma anche una umanità schietta e diretta, capace di guardare al cuore della realtà che si ha davanti e di lasciare momentaneamente da parte anglicismi e tecnicismi a cui ci si abitua in contesti più ampi.

Lavorare con le piccole aziende significa per me mettere in pratica precisi meccanismi di decrescita sostenibile e di ecologia comunicativa.

Lavorare con le piccole aziende: cosa è importante (secondo me)

  • Cuore, prima di tutto. Scegliendo di propormi alle piccole imprese scelgo di maneggiare la materia delicatissima e preziosa di un sogno altrui. E quando si è piccoli, questi sogni valgono doppio. Comunicarli come si deve è una responsabilità non da poco.
  •  Semplicità. Che comunque – diciamocelo – è la cosa più difficile. Proporre soluzioni semplici e immediate, capaci di parlare il linguaggio dell’attività, è prima di tutto una questione di rispetto.
  • Voglia di “sporcarsi le mani”. Quando ho scelto di lavorare con le piccole aziende, ho scelto di mettere le mie competenze al servizio di piccoli e spesso faticosi obiettivi altrui. Spesso comunicare una realtà minuscola significa partire da zero, costruire tutto insieme: non soluzioni calate dall’alto, ma proposte che si sporchino le mani.
  • Etica. Se applico la parola etica al mondo del lavoro sono idealista? Vabbeh, me ne farò una ragione. Per me lavorare con le piccole aziende è prima di tutto una questione di etica. Condividere ideali è il primo modo per lavorare bene, e personalmente credo molto in un’economia che parta dal basso e sia fatta nel piccolo.