Comunicazione

La mia idea di reportage aziendale

Tempo fa vidi una mostra di fotografia. Erano ritratti in bianco e nero e raffiguravano mani al lavoro: c’erano le mani di un vecchio contadino, quelle rovinate di un carpentiere e quelle sottili di una sarta, ma anche quelle di un pittore con la sua tela e quelle di un veterinario che accarezzava un cagnolino. Purtroppo non ricordo il nome del fotografo, ma ricordo bene quanto quella mostra mi avesse emozionato.

Mi era piaciuta la delicatezza con cui il fotografo aveva ritratto una delle più antiche attività umane: quella del lavorare. Mi avevano colpito la forza di quelle mani, la loro vissuta bellezza, la dignità che traspariva dalle loro azioni.

Rispetto, dignità e attenzione: sono questi gli ingredienti necessari per un reportage aziendale che abbia senso e valore. Almeno secondo me.

Il reportage aziendale racconta il cuore del lavoro

Probabilmente ho un animo un po’ troppo romantico, ma c’è qualcosa di molto intenso nel raccontare il lavoro. Quello bello, intendo, e cioè quello fatto di etica, di lungimiranza, di sfide e di impegno. Ma anche di sudore e fatica.

Alla base del lavoro ho sempre visto sentimenti nobili: la necessità di mantenere se stessi e la propria famiglia, la voglia di emancipazione e riscatto, il desiderio di innovazione, l’inventiva, il coraggio. La capacità di mettersi in gioco.

Per quanto mi riguarda, non si può raccontare una realtà – che si tratti di un negozio, di una start up, di un’azienda o di un’avventura imprenditoriale neonata – senza raccontare anche queste cose.

Ecco, per me il reportage aziendale è esattamente questo: raccontare il cuore del lavoro. Quello che i numeri non dicono.

Ma in sostanza cos’è il reportage aziendale?

Realizzare un reportage aziendale significa per me unire due grandi passioni: il giornalismo e lo storytelling. Come dice la parola, il reportage aziendale racconta una storia, quella dell’azienda, e lo fa con una combinazione di testi e fotografie.

Nei miei reportage aziendali mi piace andare a scavare nelle origini dell’azienda, nella professionalità di cui è custode, nell’idea da cui muove i suoi primi passi.

Parlo con le persone, titolari e lavoratori, e mi faccio raccontare la loro quotidianità. La sto pure ad osservare, quella quotidianità, con attenzione e rispetto e taccuino alla mano. C’è qualcosa di sacrale nelle persone concentrate nel loro lavoro, un codice di gesti e azioni interiorizzate che vanno ad attingere alla professionalità del singolo.

“Ok – potreste dirmi – e quindi? Tu vieni, guardi, scrivi… E poi? A noi cosa viene in tasca di tutto ciò?”

Ottima domanda. Rispondo subito: a voi viene in tasca un libro. Non un catalogo: proprio un libro. Un libro che racconta la vostra azienda.

Lo potrete usare per presentarvi alle fiere di settore, per un regalo ai vostri clienti più affezionati o per regalarlo a chi vi ha aiutati fin lì. Vi aiuterà a ricordare i passi fatti e i successi ottenuti. Potrà celebrare un traguardo raggiunto o quelli futuri.

Se vi interessa saperne di più, QUI ho raccontato il servizio in dettaglio 🙂